Roland Stauder – Mountainbiker
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Il progetto Aconcagua

Ho deciso di proseguire sull’autostrada, per recuperare il tempo perso.
Dopo i primi 100 chilometri, la mia motivazione cominciava a cedere, perché veramente non mi aspettavo un vento cosí forte. Nello stesso momento mi sono riempito di una grande tristezza nel vedere una serie impressionante di quei lumini con i fiori che si mettono sui bordi strada per ricordare che una vita si è spenta in quel punto (quasi sempre per un incidente stradale). … erano veramente tantissimi … un centinaio sui 200 km di strada che ho percorso.
Ad un certo punto il vento è cambiato e da Los Andes sono arrivato sul passo senza troppi problemi. Verso le ore 17.30 ho raggiunto la galleria del passo. Mi sono cambiato e ho preso la strada per Puente de Inca. Mentre i miei accompagnatori Tom e Markus hanno preso i fogli dei permessi per poter entrare in Argentina, ho mangiato qualcosa in un ristorante e mi sono riposato. All’entrata del parco nazionale “Aconcagua” ho caricato la bici in macchina e insieme ai miei accompagnatori verso le ore 20.30 sotto la luce della luna sono partito a piedi verso il campo base.
Il primo tratto è stato bellissimo e intenso, ma intorno al decimo chilometro è sopraggiunta la stanchezza. Dal ventesimo chilometro in poi andava di nuovo meglio, perché mi avvicinavo sempre di piú alla mia prossima meta, Plaza de Mula.
Verso le ore 4.00 di mattina abbiamo raggiunto questo obiettivo e mi sono potuto rilassare un pó nella tenda. Ho mangiato qualcosa di caldo e sono ripartito con il mio accompagnatore Markus per Nido de Condores. Nel frattempo le condizioni metereologiche erano peggiorate tanto che si erano formati sul terreno 30 cm di neve fresca. Ogni passo è diventato uno sforzo enorme e ci siamo dovuti fermare sempre piú spesso.
Allora per evitare di doversi fermare troppo spesso ho camminato più lentamente,dosando le energie, perché ripartire da queste pause diventava sempre piú problematico sia fisicamente che metereologicamente.
Passo dopo passo abbiamo raggiunto il campo “Canada”, poi il campo “Nido de Condores” e per ultimo il campo “Berlin”. Poi la neve mi ha fermato, le condizioni del tempo erano ormai ardue ed essendo arrivato all’ultimo campo solo alle ore 15, molto piú tardi del previsto, avrei perso la possibilitá di scendere dalla cima in sicurezza. Il vento era molto forte e la vista pessima, cosí, a 6.100 slm ho dovuto rinunciare al mio sogno. Il mio sogno era raggiungere la cima dell’Aconcagua, ed è mancato poco. Ho vissuto un’esperienza durissima ma indimenticabile per quanto bella.

Sponsor:
- Red Bull
- CORRATEC
- VAUDE
- Associazione Turistica Sesto
- Mair KG
- Kraler Clevershop
- SUUNTO
- Dolomite
- ACCAPI

       
       
       
       
       
       
       
       
       
       
       
       
       
   
 
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